I semi cannabis

Quando Ford parlava dei semi cannabisle automobili non erano ancora nate.  Se la cannabis viene mangiata, l’assorbimento del THC è un terzo di quello da fumo, e l’effetto inizia dopo 45 minuti a stomaco vuoto 2 ore a stomaco pieno, e dura da 6 a 12 ore: questo significa che a parità di effetto occorre quasi il triplo di cannabis, ed è più difficile controllare e prevedere il grado di “botta” che si prenderà. In genere l’uso intranasale è quello iniziale, successivamente si passa al fumo; lo “sniffing” difficilmente porta ad un uso frequente e va ricordato come il picco dopo l’uso intranasale si abbia dopo 30-40 minuti, contro i 5 minuti del fumo e dell’iniezione endovena. Dopo 10-20 giorni (a seconda della temperatura, dell’umidità dell’aria e del volume delle infiorescenze), i rametti che portano i fiori, se piegati, si spezzeranno facilmente.

Un’essiccazione lenta dà alla canapa un miglior aroma, un gusto più armonioso e permette una migliore maturazione complessiva. La fibra si ricava sia dalla corteccia che dallo stelo principale, e la quantità di fibra è circa il 25% in peso degli steli essiccati. La rimozione delle infiorescenze superiori permette a quelle inferiori di ricevere più luce e di avere più spazio per una migliore maturazione, con un conseguente miglior raccolto, sia in qualità che in quantità.

Si ritiene che la diversità di effetto nelle diverse varietà di canapa sia correlata con le differenze nella percentuale di cannabinoidi presenti. I membri della commissione di riesame per le autorizzazioni all’uso terapeutico della cannabis rimangono in carica per tre anni. Se invece la violazione del coltivatore avviene al fine di cedere vendere cannabis a persone non autorizzate, questa sara’ punibile a tutti gli effetti secondo il Testo Unico sugli Stupefacenti.

All’articolo 5 si specificano le sanzioni per la violazione delle norme del presente testo di legge e gli effetti sulle leggi gia’ in vigore. All’articolo 2 si stabiliscono le procedure per la richiesta ed il rilascio dell’autorizzazione all’uso medico della cannabis per il paziente con condizione medica debilitante. E’ stato necessario infine introdurre anche la figura del “fornitore autorizzato”, ovvero colui a cui il paziente incapace di muoversi delega l’acquisto di cannabis.

All’articolo 1 si specificano le condizioni mediche per le quali il paziente puo’ ottenere l’autorizzazione alla coltivazione all’acquisto di cannabis. Inoltre, contrariamente alla coltivazione e all’acquisto di cannabis utilizzabile in forma naturale, la forma sintetica e’ costosissima per l’utente e per il sistema sanitario, ad esclusivo beneficio delle case farmaceutiche che la producono. Sono moltissime anche le commissioni governative, create al fine di indagare le proprieta’ terapeutiche della cannabis e formulare raccomandazioni in merito, che hanno espresso parere favorevole all’uso medico della cannabis.

Secondo una indagine della Harvard University del 1991, il 44% dei medici oncologi americani ha consigliato almeno una volta ai propri pazienti l’uso della cannabis per alleviare il dolore ed i sintomi derivanti da terapie antitumorali quali la chemioterapia. Secondo studi recenti, la cannabis ha proprieta’ inibitorie per alcuni tipi di tumori. Inoltre la cannabis stimola l’appetito.