Semi femminizzati, White Widow

Lo credeva anche il sublime Bob Marley di coltivare la propria cannabis  se la parola “normale” sembra dica tutto, non è del tutto cosi. Ognuno di noi ha sentito parlare almeno una volta di semine buone e semine cattive nell’impresa agricola, e come nell’impresa agricola, anche qua valgono le stesse regole. Ci sono semi buoni e semi cattivi. Alcuni coltivatori lasciano crescere le piante di semi femminizzati maschio e quelle femmina separatamente fino a raggiungere la maturità e poi le mettono insieme, in modo da essere sicuri che entrambi i sessi delle piante di marijuana siano completamente sviluppati e alla massima potenza. Le piante generate da questo tipo di semi di marijuana inizieranno a vivere in modo perfetto.

Ma si è subito capito che le caratteristiche positive si contrapponevano alla quasi inesistente psicoattività della specie. L’effetto è descritto come mal di testa. Non proprio ciò che i grower-breeder cercano in una pianta di cannabis. Per supplire a questa mancanza alcuni breeder molto competenti hanno iniziato un’opera white widow di incroci tra Ruderalis e altre famiglie, al fine di ottenere piante con le stesse caratteristiche morfologiche e fototropiche, ma con un contenuto di principio attivo adatto all’uso ludico, ed ora anche a quello medicinale. Il primo ibrido di Ruderalis stabile e valido sotto tutti i punti di vista è stata,

Premettendo che ognuno è libero di credere quello che preferisce sul consumo di ogni tipo di droga, anche di demonizzarlo, è innegabile che la proposta di Weed (visita il sito ) potrebbe apportare un enorme cambiamento in tutta la Sardegna, compresa la nostra zona, spesso al centro delle cronache per fatti eclatanti legati alla droga. Per ora, invece, anche se l’acquisto di semi è consentito, la coltivazione e l’uso sono proibiti per legge. Nonostante ciò, come già detto, sono numerose le richieste presso i rivenditori autorizzati, come ad esempio quelle di acquisto di semi di come coltivare cannabis in USA autofiorenti

 

Tuttavia è possibile fare il the di marijuana mettendo a bollire le foglie le cime in acqua che contenga almeno il 10% di alcool etilico, che evaporerà e non sarà bevuto, oppure aggiungendo una sostanza emulsionante, come la lecitina, che non scioglierà il THC in acqua ma lo terrà in sospensione staccandolo dalle parti vegetali e rendendolo ingeribile assieme al liquido. Tieni presente che la Canapa è molto calorica, specialmente perchè associata spesso a cibi dolci. Inoltre, quando si mangia la Cannabis, è sufficiente fare due tre boccate di una canna per sentire subito la fusione, come se si avesse fumato molto di più.

Normalmente si ingerisce una dose di 0,5 grammi per ogni 20 kg di peso se si tratta di foglie, ancora meno se si tratta di fiori. Comunque, mangiare la Cannabis pùò essere estremamente piacevole, basta conoscere le dosi giuste. Purtroppo non esiste un modo per ottenere le stesse sensazioni che si hanno fumando altrettanto rapidamente e piacevolmente.

Vi sono due possibili cause: probabilmente le piante non hanno ricevuto abbastanza potassio (K), che è la sostanza che permette la buona combustione dopo l’essicazione. Per informazioni più dettagliate su come si estrae l’olio dalla Cannabis si possono trovare su molti libri in commercio in Olanda e negli U.S.A. Si fa evaporare molto lentamente tutto il liquido fino ad avere, sul fondo del recipiente, una crema marroncina unta e densa, che è olio di Cannabis.

Le foglie di femmina e quelle del maschio possono essere utilizzate per ricavare quello che viene comunemente chiamato “l’olio di hashish”, anche se in realta sarebbe più giusto chiamarlo olio di Cannabis. Il THC è prodotto nelle cime e non nelle radici, quindi appendere le piante al contrario non modifica la quantità qualità del THC. Il modo migliore per liberarsi di questo predatore è utilizzare un bacillo abbastanza facile da trovare in commercio: il Bacillus thuringiensis, spesso chiamato b.t.; si tratta di un batterio che attacca soltanto le larve e non provoca danni alle piante all’uomo.

Quei maledetti vermi bucano il fusto delle piante e vi si infilano all’interno, divorandolo man mano che risalgono verso l’alto. Se riesci a dare una piccola carica elettrica alla rete, dovrebbe veramente essere a prova di animale: il modo migliore per farlo è con uno ionizzatore, che farà in modo che l’animale aggressore prenda la scossa senza però ferirsi subire danni. Ho coltivato marijuana in zone molto diverse fra loro (alaska, California e Hawaii) e ho sempre avuto problemi con i topi e i conigli selvatici, fino a quando non ho scoperto un metodo eccezionale: è suufficiente comprare dell’urina di qualunque animale predatore (lupo, lince, coyote, faina, ecc.) in un grande negozio di caccia e pesca (la usano come trappola per la caccia) e spargerla attorno alla zona delle piante, che la pianta riconosce come ormone femminile, si ha una “femminizzazione” generale, poiché le piante stesse cominciano a produrre Etilene in proprio, incoraggiate da quello proveniente dall’esterno.