Alcuni semi di marijuana autofiorenti femminizzati da testare

Raccolti molto ridotti – da una pianta autofiorente otterrete meno cime. Queste piante sono più basse e non potrete controllare il periodo vegetativo per fare in modo che le piante si ingrossino e "riempiano" tutto lo spazio destinato alla crescita prima della fioritura. In ogni caso la pianta di ruderalis, dalla quale discendono le leggi sulla coltivazione cannabis all' interno varietà autofiorenti, produce meno cime rispetto a una varietà di sativa di indica. Alcune delle varietà autofiorenti nane, che arrivano a fioritura all'incirca in 60 giorni, produrranno in genere meno di 30 grammi per pianta. D'altra parte però, tutto questo sta cambiando negli ultimi tempi con l'introduzione delle Questo sito dedicato alla presentazione e vendita di semi di cannabis e semi autofiorenti della Salute 11 aprile 2006). Pertanto i semi venduti tramite questo sito potranno essere utilizzati esclusivamente per fini collezionistici e per la preservazione genetica.

Le varietà normali di cannabis, sensibili al fotoperiodo, vengono coltivate nella fase vegetativa con 18 ore di luce e 6 ore di buio e poi forzate alla fioritura alterando il rapporto a 12 ore di luce e 12 ore di buio. La riduzione della luce "inganna" la pianta e la porta a fare fuoriuscire i fiori (a fare dove comprare semi di marijuana e sono molti i coltivatori alle prime armi che si cimentano con tale coltivazione di semi autofiorenti, la maggior parte di loro lo fa perché in primis tale procedura sembrerebbe essere quella più rapida anche nei risultati, tuttavia non è proprio cosi’, vediamo il perché.I semi di cannabis autofiorenti sono piante estremamente delicate soprattutto a causa del fatto che il loro periodo di vita è molto breve così come molto breve è la loro fotosintesi clorofilliana. Le piu’ note varietà di cannabis sono il bhang, la ganja e la charas; il bhang è il preparato meno potente in quanto la concentrazione di THC e’ dell’1-4 % e si ottiene da una miscela di foglie, semi e steli essiccati e macinati.

La cannabis puo’ essere consumata principalmente sotto forma di marijuana, hashish olio. L’ uso della Cannabis risale al 2700 a. C.; a quei tempi era usata principalmente come intossicante. Ci sono alcuni festival in cui è possibile fumare cannabis liberamente anche in altri paesi, come per esempio negli Stati Uniti.

Nel recinto della cannabis, per tenere lontano i curiosi, avevano messo due cani e un toro da monta”. Con due spinelli al giorno, vai avanti più di tre mesi. I consumatori dell’erba – secondo l’Oedt (Osservatorio europeo sulle droghe di Lisbona) – sono 5 milioni in Italia e 78 milioni in Europa. Può essere fumato ingerito ed è il prodotto di derivazione della cannabis con un più alto contenuto in principi attivi (cannabinoidi) infatti il suo THC è del 10-30% (vedi Principi attivi ). La qualità dell’hashish è influenzata anche dalle volte che la pianta viene setacciata, dalla quantità di resina e di foglie. L’avvento del regime fascista portò alla messa al bando della marijuana e dell’hashish considerati “droghe dei negri” e “nemici della razza” anche se all’epoca nel nostro paese erano ben poco usate se non prevalentemente a scopo di ricerca. Si tratta in entrambi i casi di sostanze psicoattive che differiscono tra loro per la diversa quantità di principio attivo con proprietà allucinogene. Da questa pianta (ed in particolare dalla specie C. indica) si ricavano diverse droghe: HASHISH (chiamata charas in India) che è la resina pressata ricavata dei fiori ed impastata con miele grassi vari e la MARIJUANA (chiamata ganja in India, kif in Marocco, dagga bangi nell’est dell’Africa) che è una miscela di alcune parti essiccate della pianta, soprattutto le foglie e le infiorescenze. Da questa pianta oltre che sostanze allucinogene si ricava anche una delle fibre più conosciute in tutto il mondo: la canapa. «Come creare il tuo Cannabis Social Club e non morire mentre ci provi ». Inoltre se doveste sentire un odore tendente all’ammoniaca simili è dovuto al cattivo stato di conservazione della stessa, infatti la presenza di muffe acari unito al conservare l’erba in modo non appropriato (come sacchetti di plastica ) può far “marcire” l’erba e portare a una naturale produzione di ammoniaca.